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martedì 11 gennaio 2011

Il bardo

Giunge in Accademia il bardo che, di tanto in tanto, allieta i discepoli della scuola con i suoi versi e la sua musica nelle lunghe notti d'inverno. Meerlinda, sapendo della sua visita, lo attende rinunciando alla caccia notturna: vuole farne uno dei suoi discepoli..

- Meerlinda:« A ve a voi messere sono lieta che siate venuto bardo, ormai mancavate da quasi un mese intero..»
- Bardo Cantore: «qui vi appartengo, Signora»
- Meerlinda: «altrove no?»
- Bardo Cantore: «certamente......ma qui tutto è vostra essenza.....mi soggioga e cattura»
- Meerlinda: «assumete identità di appartenenza per aree geografiche?»
- Bardo Cantore: «in che senso, Signora?»
- Meerlinda: «parlavo a proposito della vostra affermazione nella quale stavate circoscrivendo la vostra appartenenza»
[5:45] Bardo Cantore: «....certo che no...ma avverto che vi sono luoghi magici....in cui spazio e tempo si curvano ai voleri di chi li ha creati e qui la vostra essenza è davvero sovrana»
- Meerlinda sorride
- Bardo Cantore: «avete un sorriso profondo......come l'abisso del mare»
- Meerlinda si sfila via il cappuccio essendo ormai in casa propria
- Bardo Cantore: «siete bellissima, mia Signora,così misteriosa e saggia.....»
- Meerlinda: «e stanca..tanto..tanto ..tanto stanca. Ah se voi poteste deliziarmi..col vostro canto!»
- Bardo Cantore: «vorrei poter lenire la vostra stanchezza»
- Meerlinda si va a sdraiare sul sofa
- Bardo Cantore pizzica le corde e canta
- Bardo Cantore:
«di soave e ombreggiato viso
canta il mio calamo
di nero inchiostro intriso
e di sogni che su nere ciglia involti
portate in voi come pensieri accolti
le vostre labbra son dischiuse in sussurro lieve
bianca la pelle, opalescente come neve
le vostre mani sono lunghe e deliziate corde
che mi avvincono a quel sogno
in cui ogni bacio morde
felice l'anima di quelli che avete imprigionato
e a voi tenete in stretto incanto
che l'anima ha deliziato
la voce trema e trema l'anima mia se vi sto accanto
portentoso davvero il vostro nume
che l'occhio mio si scioglie in pianto»
- Meerlinda batte le mani divertita, quasi rasserenata, ormai lontana dai pensieri che la affliggono
- Bardo Cantore si inchina
- Bardo Cantore: «felice di esservi di un qualche sollievo la vostra voce......mentre narrate di mab.....ha compiuto su di me una strana malia. Ve lo confesso»
- Meerlinda sorride
- Meerlinda: «la malia è pericolosa oh meo cantore»
- Meerlinda lo guarda diventando seria...
- Bardo Cantore: «il pericolo rende la vita degna di essere esperita....meglio il palpito affannato del cuore che non sa palpitare»
- Meerlinda: «e se io non fossi ciò che voi pensate ch'io sia?»
- Bardo Cantore: «ovvero, Signora?»
- Meerlinda: «se fossi una falsa..calcolatrice..il cui intento è l'epurazione dell'idiozia dal mondo e della sofferenza..se sfidassi perfino le leggi di natura peccando così di incredibile superbia per erigermi ed autoproclamarmi sovra ogne vitae?!»
- Meerlinda si guarda le mani «non sapete queste di quali colpe si sono macchiate ne di cosa siano esse capaci di compiere sull'arbitrio altrui..»
- Bardo Cantore: «allora il mio occhio cercherebbe di sostenere l'abbaglio corusco della vostra luce...ma non perderebbe il vostro volo, finanche nelle profondità dell'abisso»
- Bardo Cantore: * osserva le mani della Signora......«bellissime»
- Meerlinda: «oh no! Molto peggio! Pari a Lilith..mio cantore!»
- Bardo Cantore: «Lilith.....la Signora oscura che preferì l'esilio nel male piuttosto che la banalità di un bene senza coscienza»
- Meerlinda dischiude le labbra e mostra i canini, lasciando che i suoi occhi si illuminino di insolita lugubre luce e gli artigli fuoriescano dalle unghie
- Bardo Cantore: «strumenti affilati di dolore.....»* osserva con attenzione la metamorfosi
- Meerlinda: «di dolore e sofferenza..per taluni..di liberazione e speranza per altri. Punti differenti di veduta e prospettiva»
- Bardo Cantore:« vero....alle volte la mente di noi umani è monodirezionale.....offuscata da logiche improprie.....deboli....facilitate»
- Meerlinda: ..«ci sono mille moventi perché uno getti via la propria anima in pasto a cerbero»
- Bardo Cantore: «voi lo avete fatto, mia Signora? o forse quelle tre gole, uggiolando, si accucciano ai vostri piedi quando apparite?»
- Meerlinda: «io credo di averlo fatto per amore della conoscenza in cambio di una vita eterna! Quante cose si possono apprendere nell'eternità?Quante in una vita sola?!»
- Meerlinda: «In me scorre il sangue di quell'empio che fratricidio commise avvelenando con mano propria il suo stesso sangue e che scacciato e maledetto dagli arcangeli diede il suo cuore a Lilith»
- Bardo Cantore: «siete capace di regalarmi brividi che non conoscevo, Signora...»
- Meerlinda: «Vivere della vita altrui..per questo siamo stati fatti! In bilico nel tempo e nello spazio..per dare sollievo alle nostre pene umane..e apprenderne di nuove..rimpiangendo la stessa natura che un giorno abbiamo ripudiato»
- Meerlinda ha un attimo di commozione
- Bardo Cantore:« e vi piace consumare la vita di chi ve la offre, Oscura Signora?.....»* trepida davanti a parole tanto profonde..e rimane colpito dal fremito che percorre il viso della Signora
- Meerlinda: Sentire il respiro..il tocco della preda..tra le mani i sospiri e i lamenti..assaporare le altrui lacrime mentre la tenebra ci protegge dalla luce del disvelamento del misfatto. «qQuesto è ciò che siamo cantore..»
- Bardo Cantore: «questo è ciò che in voi mi attrae, come falena la luce»
- Meerlinda: «..dite così perché non sapete!»in modo visibilmente tormentato piega il capo tra le mani
- Bardo Cantore: «la conoscenza è dolore....»
- Meerlinda: N«on c'è cura per il dolore, ne riparo per la pioggia, in un mondo così vuoto solo il buio è la nostra dimora..e se mai dovessimo morire prima di svegliarci nessuno....Nessuno salverà le nostre anime!»
- Bardo Cantore: «morire..dormire.....dormire sognare forse, cantava il bardo...»
- Meerlinda: «già...mentre Il bacio della vanità ci ha benedetti di assassinii spirituali e ha nutrito i nostri padri di guerre. Loro insaziabili!»
- Bardo Cantore: «meglio raminghi ma capaci di sentire, che albergati in anonime stanze di una vita insostenibile»
- Meerlinda: «adoriamo la disperazione negli occhi di chi è tra le nostre braccia..e veneriamo l'abbandono alla vita..persi nel peccato mentre i ricordi come pugnali penentrano nella carne...che..si rimargina nell'ode al suicidio del sentimento di paradisi in fiamme. Fermi. sospesi nel tempo..e il sangue nelle nostre mani è il vino che offriamo in sacrificio. i consacriamo nella morte prima che la vita ci separi.»
- Bardo Cantore: «occhi che tremano nell'esile oblazione dell'anima......esiste dunque voluttà nell'abbandono della morte? Nella cieca tenebra di un dolore offerto per l'altrui piacere?»
- Meerlinda tace dopo lo sfogo. Forse ha esagerato.
- Meerlinda: «..non è compito mio giudicare la strada che ho intrapreso. Ma qualora foste voi a volerla intraprendere, bardo.. mi nutrirò del terrore dei vostri occhi e della fragilità della vostra carne affinché mi seguiate nella morte, per devozione»
- Bardo Cantore: «.ho sempre creduto che essere devoto servitore di una Signora possa essere condizione che supera talvolta in ebbrezza quella stessa della libertà»
- Meerlinda: «Errate. La devozione è amore, amore fino al diniego. Un'ode di crudeltà quando anche gli angeli piangono sangue sui fiori della tenebra,la negazione di se per la vita altrui..non è forse questo che predicava Cristo?!Allora perché maledetti? Perché costretti a vagare di notte?!..gli angeli sanno essere più crudeli dei diavoli che combattono alle volte.*pensa alla maledizione di Caino»
- Bardo Cantore: * rimane assorto rimuginando quello che ha ascoltato, poi pizzica le corde della cetra.
- Bardo Cantore:
«anche Nataniele conobbe che l'amaro assenzio
è più dolce di ogni calice di miele
e sotto al manto dell'oscura venere dell'ade
sanguinano i cuori di viva verità
sul filo di corusche spade
ogni muta certezza nei sigilli tace
che del vero il canto non è mai loquace
anche il Nemico un dì si disse fece rubello
non per odio, ma per eccesso d'amor di quello
che non poteva esser nè suo nè loro
la conoscenza arcana
che vale più dell'oro»
- Bardo Cantore: * si ferma.....turbato
- Meerlinda guarda. «Non siamo tutti che attori del medesimo dramma, pensa mentre una lacrima di sangue le cola dagli occhi dopo aver ascoltato le parole del bardo.»
- Bardo Cantore: «vi chiedo licenza è ora io vi lasci......»
- Meerlinda: «ve la concedo..»
- Meerlinda diventa improvvisamente cupa e violenta
- Bardo Cantore: «...Signora.....vi ringrazio per il tempo che mi avete concesso e per la saggezza delle vostre parole»
- Meerlinda allunga la mano verso il bardo come a volerlo strozzare
- Bardo Cantore: * paura gli si dipinge nello sguardo
- Bardo Cantore:« mia..Signora.....»
- Meerlinda: «Badate bene...di non disvelare quanto detto in questa stanza..bardo..o sarò costretta punirvi con le mie stesse mani privandovi della vita e allora non ci saranno più ne odi ne canti..»
- Bardo Cantore: «Signora....così sia....come voi desiderate....sarò cripta e suggello di ogni nostro conversare»
- Bardo Cantore: * suda
 Bardo Cantore: «..sarà come voi desiderate, non temete...questo bardo non è aduso al tradimento»
- Meerlinda ritira lentamente la mano lasciando che il viso ritorni disteso
- Meerlinda: «un giorno la mia natura vi chiamerà a sè..vi troverete pronto per l'occasione»
- Bardo Cantore:« non per tema di perdere la vita..bensì l'onore»
- Bardo Cantore: « e sarò disposto a rispondere, se e quando mi chiamerete»
 Meerlinda: « essìa.!»


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