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venerdì 8 febbraio 2013

Eventi del 1200


Gli avvenimenti del 1200
In questo secolo, tutti gli sforzi della casata Tremere sono rivolti alla conquista delle maggiori conoscenze dell'epoca e all'appropriazione di oggetti di estremo valore per la civiltà cristiana tra cui il "Mandylion" un telo venerato appunto dai cristiani orientali, conservato dapprima a Edessa di Mesopotamia e in seguito traslato a Costantinopoli. Sul telo vi era raffigurato il volto di Gesù, l'immagine era ritenuta di origine miracolosa ed era quindi detta acheropita, cioè "non fatta da mano umana". La caduta di Costantinopoli nel 1204 rappresenta quindi la possibilità per i Tremere di appropriarsi del prezioso oggetto approfittando del saccheggio della città.

1204 - Caduta di Costantinopoli, i Tremere vengono in contatto con i vampiri di Costantinopoli
1205 - Goratrix si infiltra nella Chiesa e prende il controllo di essa. Da dentro tenta di distruggere i nemici di Tremere, tuttavia viene convocato innanzi al Concilio per rendere conto dei poteri acquisiti. Nasce il primo movimento anarchico poiché alcuni giovani vampiri si ribellano all'uccisione dei neofiti da parte degli anziani per nascondere loro stessi dalle ingerenze della Chiesa. Gli Anarchici fanno la pace con gli Assamiti, e insieme uccidono la 3 ° generazione Lasombra Antedeluviana
1210 - abbraccio di Blansh Dulcis Corey ad opera di Meerlinda
1217 - Quinta Crociata Sotto il pontificato di papa Innocenzo III. Il Concilio Lateranense IV aveva deciso d'indire una nuova crociata, la quinta Federico II, in occasione della sua incoronazione a Rex romanorum giurò solennemente di prendervi parte, ma poi rimandò più volte, il che provocò tensioni con il papa.
1225/27 - Sesta crociata. Federico II la combatte con le armi della politica inviando inviato Berardo di Castagna, arcivescovo di Palermo a lui fedelissimo, in missione diplomatica in Egitto, insieme a Tommaso d'Aquino e al conte di Acerra recando con sé ricchissimi doni, tra cui pietre preziose e un cavallo sellato d'oro.
1231 - Il Papa Gregorio IX fonda ufficialmente la Società di Leopoldo
1249/50 - Settima Crociata contro l'Egitto guidata da Luigi IX re di Francia
1266 - Battaglia di Benevento, l'Italia meridionale diventa angioina
1282 -  Vespri Siciliani. Battaglia di Forlì tra guelfi e ghibellini: l'esercito francese, chiamato dal papa Martino IV, si scontra con i forlivesi, capitanati da Guido da Montefeltro, risultandone malamente sconfitto. I francesi vedono così cadere una consolidata fama di imbattibilità.
1299 - conflitto tra papa Bonifacio VIII e la famiglia Colonna, distruzione della città di Palestrina

mercoledì 22 giugno 2011

Notte di sangue e poesie bardiche

Meerlinda: dov'è il mio cantore preferito, colui che da ritmo ai giorni sempre uguali, il mio cantor dal roseo colorito, attendo il vostro canto se liberato siete dai mali
Bardo Cantore: mia oscura...dolcissima signora, come state?
Meerlinda: afflitta dai mali di questo mondo ahimè
Bardo Cantore: cosa avete...cosa posso fare?
Meerlinda: la noia...mi uccide piu di quanto il mio mancato spirto possa fare ai miei polmoni vuoti
Bardo Cantore: e come posso io aiutarvi in qusto.....
Meerlinda: siete o meno un bardo?
Bardo Cantore: si..lo sono
Meerlinda: e non v'è forse altro nel vostro mestiere che quello di rallegrare gli animi degli afflitti?
Bardo Cantore: questo è ciò che so fare...mia Signora
Meerlinda: vi ascolto dunque
Bardo Cantore: di questa rugiadosa notte nell'incanto
vorrei esservi su gota di stilla pianto
gemito di stringa di amorosa viola
che sappia disegnarvi il modo in cui il mio cor s'invola
fatemi prigione in cui io sia accecato per il duolo
al fin di rallegrarvi come fa notturno l'usignolo
sia della vostra mente il prigioniero
Meerlinda ascolta chiudendo gli occhi
Bardo Cantore: che un giorno in vostra malia conta più del mondo intero
ho vedol'ombra nera delle vostre ciglia
che a manto della notte rassomiglia
ad ogni palpitare si dischiude in esse un sogno
Meerlinda sospira "la vostra compagnia è l'unica cosa che rallegra questa esistenza ormai vuota"
Bardo Cantore: allora non vivo invano. Se questo è il mio destino..potrei per voi cantare fino al mattino
Meerlinda sorride e ditemi...dov'è che vivete ora così che io di tanto in tanto al tramonto possa farvi onore della mia presenza?”
Bardo Cantore: vago....erro.....sono un viandante del sogno.......
Meerlinda: allora ahimè non ci resta che il pensiero..di cui possiamo nutrirci
Bardo Cantore: mia Signora....
Meerlinda: Cantore..
Bardo Cantore: siete sempre bellisima
Meerlinda sorride per poi abbassare lo sguardo dagli occhi di lui alle sue vesti
Bardo Cantore: è dunque questo.....il vostro regno.....Mi sono mancate..le vostre prfonde parole di sapienza
Meerlinda: Le mie dimore e i miei aspetti sono tanti...tuttavia mi annoia profondamente la vita di corte.
Bardo Cantore: la vostra mente è febbrile...vive di rinnovate meraviglie
Meerlinda: che ahimè non si rivelano più agli occhi di alcuno
Bardo Cantore: perchè mai.....
Meerlinda: troppo celati essi sono dal buio dell'uomo e delle sue gesta
Meerlinda: non c'è più un posto per noi in questo mondo
Bardo Cantore: non dite così..vi scongiuro. Il mondo ha fame di verità..e mistero
Meerlinda: che ha fatto del tempo suo schiavo facendo sì che in molti si dimenticassero di noi
Meerlinda: in passato forse. Oggi si nasce con la verità nella tasca della casacca
Bardo Cantore: io non voglio dimenticare.... inseguo il vero......che si cela ai più
Meerlinda: o ai meno
Bardo Cantore: forse....ma l'inappagata sete mi spinge a seguire i vostri passi...come vedete
Meerlinda sorride nuovamente
Bardo Cantore: mi piace il vostro sorriso, incanta...per dolcezza mista a sensuale mistero
Meerlinda: A me piace il candore delle vostre vesti invece. Il bianco candore dell'agnello sacrificale
Bardo Cantore: vorreste.....sacrificarmi, mia Signora?
Meerlinda: il sacrificio è più gradito quando la vittima si sacrifica ella stessa per soddisfare la fame del dio in cui crede
Bardo Cantore: mi fate paura.....e mi attraete..come sempre.....
Meerlinda: Tutto ciò che fa paura attrae per sua natura
Meerlinda: per sua propria natura misteriosa..che risveglia istinto atavico di conquista dell'ignoto
Bardo Cantore: si.....come il bordo dell'abisso in cui ora io mi sto sporgendo. Potrei buttarmici...per voi.....
Meerlinda: non vi accadrà nulla, mio cantore, non è mia intenzione darvi alcun dono, solo placare la mia sete.
Bardo Cantore: placatela dunque....se ciò vi aggrada
Meerlinda: aggraderà anche voi nella misura in cui mi sentirete vicina come mai prima, in vita vostra.
Bardo Cantore: vi prego dunque....mi fate tremare
Meerlinda: semmai vi faccio Tremere *sorride
Bardo Cantore: adoro l'ombra delvostro sorriso
Meerlinda si avvicina al cantore con passo lento e sguardo deciso, intenso, puntato sugli occhi di lui
Bardo Cantore freme,trema,osservandone la dolcezza....l'elegante danza di passi.Avverte il suo profumointensissimo
Meerlinda posa le entrambe le mani sulle spalle del cantore "Se il destino non temete e del mio verbo volete udir nota, mio ospite oggi sarete, purchè mostrerete fede devota"
Bardo Cantore: di notte...e rugiadoso incanto...
Bardo Cantore: si....la mia fede vi appartiene, come pure la mia devozione.....fate ciò che volete.....secondo la vostra intensione
Meerlinda: non compio il mio mestiere di stregone per moneta alcuna, che la vocazione mira a conoscer la sapienza del destino, di ciò che si cela dietro una runa, o che si nasconde in un boccale di vino
Bardo Cantore: di vino siete voi la desiata ebbrezza....della runa ha l'incanto ogni vostra carezza
Meerlinda si avvicina al bardo stringendogli le spalle con le braccia e china su di lui dischiude le labbra tra la spalla sinistra e l'inizio del collo penetrando appena con i denti nelle pelle di lui
Bardo Cantore: avverto la vostra....stretta.......umida e aguzza.......mia signora *il cuore pulsa...batte nella vena......
Meerlinda si muove lentamente in quel tocco leggero affinchè l'umano non avverta dolore iniziando a stringerlo nell'abbraccio mentre copiosamente si nutre del vitae di lui
Bardo Cantore: geme......soocchiudendo gli occhi....abbandonato in uno strano connubio tra doloree piacere che mai prima aveva provato
Meerlinda manda alla mente di lui confuse immagini di vissuti passati difficili da identificare con la sua persona, colori vivaci che pian piano s'affievoliscono nell'energia del colore stesso per poi far mutare tutto in rosso vivo e sprofondare nel buio del nero oblio della mente
Bardo Cantore: si sente mancare.confuso...rapito nel vortice di ogni e incubi e voci e volti e canti.Rapito da profumi,stordito.......
Meerlinda avverte ad un tratto le debolezze di lui che si accascia di poco nell'abbraccio e con la stessa delicatezza con cui lo ha morso, così, ritrae i canini nuovamente al sicuro tra la porta delle labbra
Bardo Cantore: col respiro in affannno “mia Signora.....”*balbetta sudato, pallido.
Meerlinda: E quando mi sveglierò senza più nome sarai tu a battezzarmi nel sacro fuoco dell'inconsistenza. Nell'inutile, effimera certezza del non essere. Ho perso per vincere una partita piu grande: la morte*gli dice sussurrandogli appena all'orecchio
Bardo Cantore: tremo......come un adolescente al primo bacio...senza capire......senza comprendere*si tocca i fori sul collo per poi guardarla rapito
Bardo Cantore: non avevo mai...mai provato emozioni così intense
Meerlinda: d'ora in avanti i miei pensieri saranno tuoni nella tua mente...e i tuoi pensieri lampi nei miei occhi. E' la bufera del nostro patto.
Bardo Cantore: si....così sarà..lo sento.....ed è bellissimo tale insolito connubio che ha vosto la notte quale testimone, la notte e i vostri occhi. Vi appartengo.....ora
Meerlinda: la notte è sempre la custode dei nostri misfatti. Colei che sveglia, veglia sulla nosra empietà. Colei che assiste testimone oculare ma si astiene d'ogne giudizio

martedì 11 gennaio 2011

Caccia ai giovani diavoli

A seguito di veri e propri "dissapori" tra vecchi e nuovi Tzimisce, i giovani diavoli commettono oltraggio contro gli ordini camarillici di Ventrue e Tremere.


  • Meerlinda: << Salve a voi diavolo...>>
  • Giovane Tzimisce capoclan: <<Salve Maga>>
  • Meerlinda: <<Mi è giunta voce di un comportamento non consono da parte vostra nel dominio di alcuni di noi. In terra altrui avete osato denigrare il sangue di ben tre clan trai quali l'anziano sangue che generò anche voi, oh ingrato...sappiate che tale affranto troverà risposta Milord a meno che non siate pronto a scusarvi pubblicamente con ciascuno di noi>>
  • Giovane Tzimisce capoclan: <<Si, è così Maga, ecco vedete, ho visto un ladro intrufolarsi nel vostro castello e così avendo fame mi sono detto, adesso lo catturo, mentre lo stavo per assalire, la vostra discepola mi ha fatto scappare la preda>>
  • Meerlinda: << voi mentite..e la vostra ingenuità è ancora più nociva per voi delle vostre menzogne. Avete osato offendere la casata Ventrue, quella Tremere dissacrando alte cariche camarilliche! O porrete pubblicamente le vostre scuse..o a Parigi ci sarà caccia..del vostro sangue>>
Meerlinda si sfrega le mani
  • Giovane Tzimisce capoclan sorride '<< ebbene? caccia? io non chiedo scusa ad un ghoul membro degli antichi tzimisce poiché è stato lui a offendere me per primo...e non ho offeso alcun Ventrue, i ventrue li ho solo ignorati>>
  • Meerlinda: << non ad egli, o al ventrue o alla tremere che erano con lui..ma ai loro progenitori e se così non sarà il primo di voi che metterà piede nei nostri dominii pagherà con la vita!>>
  • Meerlinda: << e ora che impariate le regole, diavolo!>> sghignazza
  • Giovane Tzimisce capoclan sorride.<<..mia Cara Tremere, è bene che sappiate che i primi a sbagliare nella storia siete stati voi uccidendo i miei confratelli, e non avete ancora chiesto perdono ai Progenitori dei Miei Progenitori, io mi sono limitato a domandare al membro degli antichi tzimisce se il loro sire permettesse di proferir parola tranquillamente con i nostri antichi nemici>>
  • Meerlinda: <<e voi cosa ne sapete se siete l'ultimo arrivato?>>
  • Giovane Tzimisce capoclan sorride <<la vostra mancanza di risposta e la vostra deviazione indicano che non mi sbaglio>>
  • Meerlinda: << parlate di cose che non conoscete e sulle quali è inutile proferiate parola. Il verdetto è stato deciso. non si torna indietro!>>
  • Giovane Tzimisce capoclan:<< fidatevi mia cara e bellissima Maga, io ho studiato>>
  • Meerlinda: << affar vostri. Le offese vengono lavata..col sangue. Quindi badate bene a voi e alla vostra progenie nelle nostre terre!>>
  • Giovane Tzimisce capoclan:<< Io non ho intenzione di scusarmi, poiché un ghoul è per primo che deve moderare la lingua.Statene pur certa, se è una guerra che desiderate, mi divertirò nel vedere i vostri figli deformati dal tocco della mia mano>>

Il bardo

Giunge in Accademia il bardo che, di tanto in tanto, allieta i discepoli della scuola con i suoi versi e la sua musica nelle lunghe notti d'inverno. Meerlinda, sapendo della sua visita, lo attende rinunciando alla caccia notturna: vuole farne uno dei suoi discepoli..

- Meerlinda:« A ve a voi messere sono lieta che siate venuto bardo, ormai mancavate da quasi un mese intero..»
- Bardo Cantore: «qui vi appartengo, Signora»
- Meerlinda: «altrove no?»
- Bardo Cantore: «certamente......ma qui tutto è vostra essenza.....mi soggioga e cattura»
- Meerlinda: «assumete identità di appartenenza per aree geografiche?»
- Bardo Cantore: «in che senso, Signora?»
- Meerlinda: «parlavo a proposito della vostra affermazione nella quale stavate circoscrivendo la vostra appartenenza»
[5:45] Bardo Cantore: «....certo che no...ma avverto che vi sono luoghi magici....in cui spazio e tempo si curvano ai voleri di chi li ha creati e qui la vostra essenza è davvero sovrana»
- Meerlinda sorride
- Bardo Cantore: «avete un sorriso profondo......come l'abisso del mare»
- Meerlinda si sfila via il cappuccio essendo ormai in casa propria
- Bardo Cantore: «siete bellissima, mia Signora,così misteriosa e saggia.....»
- Meerlinda: «e stanca..tanto..tanto ..tanto stanca. Ah se voi poteste deliziarmi..col vostro canto!»
- Bardo Cantore: «vorrei poter lenire la vostra stanchezza»
- Meerlinda si va a sdraiare sul sofa
- Bardo Cantore pizzica le corde e canta
- Bardo Cantore:
«di soave e ombreggiato viso
canta il mio calamo
di nero inchiostro intriso
e di sogni che su nere ciglia involti
portate in voi come pensieri accolti
le vostre labbra son dischiuse in sussurro lieve
bianca la pelle, opalescente come neve
le vostre mani sono lunghe e deliziate corde
che mi avvincono a quel sogno
in cui ogni bacio morde
felice l'anima di quelli che avete imprigionato
e a voi tenete in stretto incanto
che l'anima ha deliziato
la voce trema e trema l'anima mia se vi sto accanto
portentoso davvero il vostro nume
che l'occhio mio si scioglie in pianto»
- Meerlinda batte le mani divertita, quasi rasserenata, ormai lontana dai pensieri che la affliggono
- Bardo Cantore si inchina
- Bardo Cantore: «felice di esservi di un qualche sollievo la vostra voce......mentre narrate di mab.....ha compiuto su di me una strana malia. Ve lo confesso»
- Meerlinda sorride
- Meerlinda: «la malia è pericolosa oh meo cantore»
- Meerlinda lo guarda diventando seria...
- Bardo Cantore: «il pericolo rende la vita degna di essere esperita....meglio il palpito affannato del cuore che non sa palpitare»
- Meerlinda: «e se io non fossi ciò che voi pensate ch'io sia?»
- Bardo Cantore: «ovvero, Signora?»
- Meerlinda: «se fossi una falsa..calcolatrice..il cui intento è l'epurazione dell'idiozia dal mondo e della sofferenza..se sfidassi perfino le leggi di natura peccando così di incredibile superbia per erigermi ed autoproclamarmi sovra ogne vitae?!»
- Meerlinda si guarda le mani «non sapete queste di quali colpe si sono macchiate ne di cosa siano esse capaci di compiere sull'arbitrio altrui..»
- Bardo Cantore: «allora il mio occhio cercherebbe di sostenere l'abbaglio corusco della vostra luce...ma non perderebbe il vostro volo, finanche nelle profondità dell'abisso»
- Bardo Cantore: * osserva le mani della Signora......«bellissime»
- Meerlinda: «oh no! Molto peggio! Pari a Lilith..mio cantore!»
- Bardo Cantore: «Lilith.....la Signora oscura che preferì l'esilio nel male piuttosto che la banalità di un bene senza coscienza»
- Meerlinda dischiude le labbra e mostra i canini, lasciando che i suoi occhi si illuminino di insolita lugubre luce e gli artigli fuoriescano dalle unghie
- Bardo Cantore: «strumenti affilati di dolore.....»* osserva con attenzione la metamorfosi
- Meerlinda: «di dolore e sofferenza..per taluni..di liberazione e speranza per altri. Punti differenti di veduta e prospettiva»
- Bardo Cantore:« vero....alle volte la mente di noi umani è monodirezionale.....offuscata da logiche improprie.....deboli....facilitate»
- Meerlinda: ..«ci sono mille moventi perché uno getti via la propria anima in pasto a cerbero»
- Bardo Cantore: «voi lo avete fatto, mia Signora? o forse quelle tre gole, uggiolando, si accucciano ai vostri piedi quando apparite?»
- Meerlinda: «io credo di averlo fatto per amore della conoscenza in cambio di una vita eterna! Quante cose si possono apprendere nell'eternità?Quante in una vita sola?!»
- Meerlinda: «In me scorre il sangue di quell'empio che fratricidio commise avvelenando con mano propria il suo stesso sangue e che scacciato e maledetto dagli arcangeli diede il suo cuore a Lilith»
- Bardo Cantore: «siete capace di regalarmi brividi che non conoscevo, Signora...»
- Meerlinda: «Vivere della vita altrui..per questo siamo stati fatti! In bilico nel tempo e nello spazio..per dare sollievo alle nostre pene umane..e apprenderne di nuove..rimpiangendo la stessa natura che un giorno abbiamo ripudiato»
- Meerlinda ha un attimo di commozione
- Bardo Cantore:« e vi piace consumare la vita di chi ve la offre, Oscura Signora?.....»* trepida davanti a parole tanto profonde..e rimane colpito dal fremito che percorre il viso della Signora
- Meerlinda: Sentire il respiro..il tocco della preda..tra le mani i sospiri e i lamenti..assaporare le altrui lacrime mentre la tenebra ci protegge dalla luce del disvelamento del misfatto. «qQuesto è ciò che siamo cantore..»
- Bardo Cantore: «questo è ciò che in voi mi attrae, come falena la luce»
- Meerlinda: «..dite così perché non sapete!»in modo visibilmente tormentato piega il capo tra le mani
- Bardo Cantore: «la conoscenza è dolore....»
- Meerlinda: N«on c'è cura per il dolore, ne riparo per la pioggia, in un mondo così vuoto solo il buio è la nostra dimora..e se mai dovessimo morire prima di svegliarci nessuno....Nessuno salverà le nostre anime!»
- Bardo Cantore: «morire..dormire.....dormire sognare forse, cantava il bardo...»
- Meerlinda: «già...mentre Il bacio della vanità ci ha benedetti di assassinii spirituali e ha nutrito i nostri padri di guerre. Loro insaziabili!»
- Bardo Cantore: «meglio raminghi ma capaci di sentire, che albergati in anonime stanze di una vita insostenibile»
- Meerlinda: «adoriamo la disperazione negli occhi di chi è tra le nostre braccia..e veneriamo l'abbandono alla vita..persi nel peccato mentre i ricordi come pugnali penentrano nella carne...che..si rimargina nell'ode al suicidio del sentimento di paradisi in fiamme. Fermi. sospesi nel tempo..e il sangue nelle nostre mani è il vino che offriamo in sacrificio. i consacriamo nella morte prima che la vita ci separi.»
- Bardo Cantore: «occhi che tremano nell'esile oblazione dell'anima......esiste dunque voluttà nell'abbandono della morte? Nella cieca tenebra di un dolore offerto per l'altrui piacere?»
- Meerlinda tace dopo lo sfogo. Forse ha esagerato.
- Meerlinda: «..non è compito mio giudicare la strada che ho intrapreso. Ma qualora foste voi a volerla intraprendere, bardo.. mi nutrirò del terrore dei vostri occhi e della fragilità della vostra carne affinché mi seguiate nella morte, per devozione»
- Bardo Cantore: «.ho sempre creduto che essere devoto servitore di una Signora possa essere condizione che supera talvolta in ebbrezza quella stessa della libertà»
- Meerlinda: «Errate. La devozione è amore, amore fino al diniego. Un'ode di crudeltà quando anche gli angeli piangono sangue sui fiori della tenebra,la negazione di se per la vita altrui..non è forse questo che predicava Cristo?!Allora perché maledetti? Perché costretti a vagare di notte?!..gli angeli sanno essere più crudeli dei diavoli che combattono alle volte.*pensa alla maledizione di Caino»
- Bardo Cantore: * rimane assorto rimuginando quello che ha ascoltato, poi pizzica le corde della cetra.
- Bardo Cantore:
«anche Nataniele conobbe che l'amaro assenzio
è più dolce di ogni calice di miele
e sotto al manto dell'oscura venere dell'ade
sanguinano i cuori di viva verità
sul filo di corusche spade
ogni muta certezza nei sigilli tace
che del vero il canto non è mai loquace
anche il Nemico un dì si disse fece rubello
non per odio, ma per eccesso d'amor di quello
che non poteva esser nè suo nè loro
la conoscenza arcana
che vale più dell'oro»
- Bardo Cantore: * si ferma.....turbato
- Meerlinda guarda. «Non siamo tutti che attori del medesimo dramma, pensa mentre una lacrima di sangue le cola dagli occhi dopo aver ascoltato le parole del bardo.»
- Bardo Cantore: «vi chiedo licenza è ora io vi lasci......»
- Meerlinda: «ve la concedo..»
- Meerlinda diventa improvvisamente cupa e violenta
- Bardo Cantore: «...Signora.....vi ringrazio per il tempo che mi avete concesso e per la saggezza delle vostre parole»
- Meerlinda allunga la mano verso il bardo come a volerlo strozzare
- Bardo Cantore: * paura gli si dipinge nello sguardo
- Bardo Cantore:« mia..Signora.....»
- Meerlinda: «Badate bene...di non disvelare quanto detto in questa stanza..bardo..o sarò costretta punirvi con le mie stesse mani privandovi della vita e allora non ci saranno più ne odi ne canti..»
- Bardo Cantore: «Signora....così sia....come voi desiderate....sarò cripta e suggello di ogni nostro conversare»
- Bardo Cantore: * suda
 Bardo Cantore: «..sarà come voi desiderate, non temete...questo bardo non è aduso al tradimento»
- Meerlinda ritira lentamente la mano lasciando che il viso ritorni disteso
- Meerlinda: «un giorno la mia natura vi chiamerà a sè..vi troverete pronto per l'occasione»
- Bardo Cantore:« non per tema di perdere la vita..bensì l'onore»
- Bardo Cantore: « e sarò disposto a rispondere, se e quando mi chiamerete»
 Meerlinda: « essìa.!»


Abetorius e il rituale taumaturgico di secondo livello


- Meerlinda dischiude gli occhi
- Abetorius prende lo specchio, lo rompe a metà «Non me ne vogliate per i prossimi 7 anni...»
- Meerlinda ne prende metà
- Abetorius consegna la metà di specchio sporca dal vitae mistico - lo ha rubato a un cammello ma non lo dice -
- Abetorius: «Madre preparatevi...» [Il corpo della vampira diventa sbiadito e inconsistente]
- Meerlinda sente la materia del proprio corpo svanire
- Abetorius: «Dimostrate al fratello della rosa quanto sia miracolosa la sapienza del nostro lignaggio. Attraversate questo tavolo»
- Black GuildLord Toreador guarda le briciole più piccoli che quella sventurata divisione ha lasciato seguendo il rituale e fingendo di essere poco interessato
- Abetorius sorride a diletta, ci sta prendendo gusto
- Black GuildLord Toreador a queste parole si scosta un po indietro dal tavolo con la sedia guardandoli in un sorriso quasi ebete
- Sofia osserva il rituale sempre più interessata
- Diletta Guildmember Toreador rimane in silenzio e osserva
- Black GuildLord Toreador pensa «Se funziona inviterò madame Meerlinda a segare legna a chateau»
- Meerlinda avverte il suo corpo diventare leggero ella cammina in linea retta attraversando il tavolo
- Abetorius: «Madre mi raccomando a non giungere al camino»
- Meerlinda lascia la propria consistenza nell'immagine racchiusa nello specchio
- Abetorius stringe l'altra metà, mentre sta già sorridendo a black
- Abetorius: «Vecchio mio...ma mia madre voleva un trucchetto del sangue...»
- Black GuildLord Toreador osserva il miracolo ma cinicamente rimane deluso non vedendo il tavolo diviso in due e abbandonando la speculazione su Meerlinda, applaude comunque silenziosamente battendo la punta delle dita sul palmo della mano solo in gesto «complimenti amico mio, i viaggi vi portano grande sapienza, mi congratulo»
- Abetorius: «Madre Voi avete qualche vinculum nei confronti del principe aureo?»
- Meerlinda giunge accanto a diletta passando oltre il tavolo per alitarle sul collo
- Meerlinda tace. C'è troppa gente per rispondere
- Abetorius si gira verso Sofia, poi verso Dulcis
- Abetorius: «E sia, mi sottoporrò a un leggero legame con il principe»
- Abetorius fissa Black, indirizza il palmo verso di lui
- Dulcis inarca un sopracciglio e fissa Abetorius negli occhi come per chiedere «siete sicuro?»
- Sofia basita osserva ciò che sta per fare lo zio
- Black GuildLord Toreador alza il gomito e si flette quasi alzandosi, gli sorride e gli prende la mano «sopporteremo* ridacchia amichevolmente
- Meerlinda ferma il figlio
- Dulcis guarda sua madre sollevata
- Meerlinda: «E' giunta ora di capovolgere lo specchio Abetorius...serbando per noi i nostri segreti taumaturgici»
- Abetorius allarga le braccia e richiama a se il potere del Vitae oscuro che come fiamma pulsa nelle sue vene. E nelle vene del toreador
- Abetorius: Il sangue del Toreador appare misticamente agli occhi di tutti, sta uscendo fuori, ma in quantità minima e scura (Immaginate il vitae degli anziani non come "di più" ma come "più concentrato")
- Abetorius: «Oh, certo Madre...»
- Black GuildLord Toreador chiude gli occhi e abbassa il viso concentrando il suo pensiero e la sua sensibilità su quanto avverte e riaprendoli di colpo su lui, fissi, annuendo e permettendo
- Abetorius si ferma, chinando le braccia. Il Vitae crolla a terra macchiando il pavimento
- Abetorius: «Oh, se avessi stretto un vincolo col principe avrei pulito ben volentieri»
- Abetorius: «Ahahahahahah.»
- Dulcis prende un fazzoletto dalla tasca e lo butta sulla macchia del sangue sul pavimento «cosi dovrebbe bastare»
- Abetorius infila una mano nella scarsella e tira fuori una pietra alquanto preziosa «dai carpazi, alla faccia di quelle merde tzimisce, un dono alla vostra ...pazienza, principe Black»
- Meerlinda sorride
- Black GuildLord Toreador fa segno di lanciare... piano, con parabola morbida
- Meerlinda attende con ansia che il toreador prenda la pietra
- Abetorius si perde in un lascivo esempio di virilità e lancia la pietra
- Abetorius: «Credo che la cappella mi attenda.»
- Black GuildLord Toreador lo prende al volo e lo alza verso la luce, sorride «bel sassolino amico mio, cosi semplice e cosi antico e prezioso, grazie» china il capo
- Dulcis sorride al dire del fratello «attente anche me»
- Abetorius: « Lunga notte signori, noi torniamo al dovere eterno
- Black GuildLord Toreador: «e fui un ciottolo di strada, e vidi passare carri e viandanti, trascinandosi il loro fare e dire, le loro paure e le loro voglie. Ne vidi passare molti andando e pochi tornando. Sentii la loro voce tramare e piangere, ridere di nulla perché nulla erano al mio confronto che vidi la creazione della materia, quarzo insulso eppure eterno, e li udivo si, e li osservavo anche, mentre non ero sotto il loro piede ma a regger la loro breve e stupida esistenza, e vidi quella dei loro barbari avi e quella dei loro ancor meno saggi discendenti. La STORIA in me fermo ed eterno, ciottolo di strada sotto i loro calzari, ma pur sopra le loro vite»